martedì, dicembre 23, 2014

25 DICEMBRE, ANCHE A LEPANTO

Potrei scrivere un sapido articolo, oppure uno denso di retorica, ma sono troppo stanco per gettare al vento tempo e pensieri sapendo di non cogliere lo spirito del momento.
Molte parole senza senso, troppe parole inutili, ci vogliono gesti consapevoli, significativi, piccoli gesti che illuminino il grigiore in cui siamo piombati.
È tempo natalizio, tempo di speranza, albero e presepe, c'è chi vorrebbe una capanna di rame, chi la vorrebbe abolire per non turbare gli animi sensibili dei musulmani come sanno gli abitanti di Mosul e le donne yazidi, c'è chi la vorrebbe abolire per sempre, noi siamo per la simbologia classica, un posto povero per povera gente, una capanna con un messaggio d'amore, una mano tesa nelle barbarie.
Barbarie continuata dai negazionisti dell'esistenza del Natale Cristiano, come se ci fosse da vergognarsi di un bambino nato in una grotta e delle sue parole d'amore.
Dei Papi massoni e rinnegati bisogna vergognarsi, ad oggi tre, della mollezza con chi ci vorrebbe convertiti o morti, di questo bisogna vergognarsi, non di una culla con della paglia e un bue ed un asinello.
Tutto ciò per ringraziarvi dei consensi crescenti, Cipro ed Oman compresi, ed augurarvi un buon Santo Natale. Auguri a tutti coloro che seguono questo blog, un momento da preservare.
Buon Natale.