domenica, marzo 11, 2012

SCACCHI INTERCONTINENTALI



Mentre la gente si rilassa perchè, momentaneamente, la finanza ha allontanato le nubi che hanno lasciato lacrime di sangue, gli Dei lavorano al loro disegno che pochi vedono, considerando coincidenze le varie notizie che echeggiano nel mondo.
Se nella finanza è pleonastico dire che il peggio è passato, considerati i disegni prossimi che hanno per il mercato, figuriamoci per gli equilibri internazionali che si muovono senza farlo percepire a coloro che ci vivono.
Il diversamente democratico Putin ha vinto le elezioni senza un consenso bulgaro, ma degli ipotetici brogli vengono ipotizzati dalla fronda interna, e questa protesta, viene ripresa dai media occidentali, con un filo di enfasi. I video fake sono il prossimo passo.
Vladimir, uomo duro del kgb, non è corruttibile dai soliti noti, non frequenta Noemi e le olgettine, e non è eliminabile come Gheddafi con una fantomatica guerra per la libertà. Ecco che allora iniziano le brutte notizie dall'interno, magari una parte sono anche vere, ma sono un pezzo del puzzle giocato esternamente.
Guardando la mappa geografica, si nota infatti come la Russia abbia la figura di un gigante enorme sdraiato in due continenti, capace di lottare in ogni aspetto, dall'energia al grano, dal petrolio all'uranio. 
Il consesso olimpico, tenendo stretta l'Europa più di quanto si creda, sa che può arrivare con sicurezza ai confini con orientali dalla Finlandia all'Ucraina,  poi è chiusa dalle ex-repubbliche sovietiche islamiche, poi c'è la Cina, nemico numero uno. La domanda  è la stessa di Silone "che fare?"
Fra le tante notizie giornalistiche che circolano, quella più interessante è l'attacco all'Iran, più volte paventato da Israele, ma questa è solo la copertura. Farebbe comodo ad altri per rompere l'quilibrio della zona ed avere una base più vicina ai due obbiettivi, Mosca e Pechino. La mossa di togliere d'impaccio la Siria a livello Onu dei red twins è paradigmatica del gioco di scacchi in corso d'opera. La guerra di Libia ha dato una base all'occidente nel maghreb, facendo pagare a noi il conto con l'invasione di simpatici giovani nordafricani senza un lavoro, ma con telefonino satellitare e felpa Nike, parando il colpo del golpe egiziano, ma la Cina è ancora troppo forte in Africa, possedendo molti stati subsahariani.
Ecco che togliere di mezzo l'Iran sposterebbe l'inerzia nell'altro campo, ma dando a noi un pò di apprensione.
La mossa sarebbe spiazzante e lascerebbe uscire fuori il dualismo dei gemelli, con l'affondo dell'intelligence olimpica che cercherebbe subito l'accordo con  Mosca per isolare the China Blow.
Putin ricorda ancora la mossa Lehman con chiusura della borsa moscovita per due giorni per un totale di -40%, un ricordo che lo farà riflettere.
E tutti coloro che vediamo in televisione, la classe politica e quella dirigente che sono sul proscenio? Gli attori protagonisti non sono mai tali, fanno del silenzio un modo di vivere.
Italo Muti

domenica, febbraio 26, 2012

WORK IN PROGRESS



La pentola bolle, borbotta, il coperchio regge ma non è sicuro, ma l'Italia è solo un dettaglio nello scacchiere internazionale, in un quadro più vasto dove i pezzi hanno il loro peso, anche se noi non ce ne accorgiamo.
I piani degli Dei vanno avanti, inesorabili, avendo idee chiare, potere e mezzi per attuarli, e noi siamo solo cavie, pronte per essere cotte. Ogni riferimento al condono giudiziario di SB è puramente voluto e scritto da tempo, e solo i non capenti si sono sorpresi. Eh ma l'indipendenza dei giudici.......
Marietto Monti esegue bene gli ordini, ha aumentato tasse imposte, sia nella quantità che nel numero,  ha restituito oltre 2 Mld di euro a Morgan Stanley, adesso millanta misure per una fantomatica ripresa. L'obiettivo è diminuire la ricchezza e seminare timori e paura, in modo che questo governo diventi un protettorato e le elezioni siano ritenute da tutti una perdita di tempo. Gli uomini per la presa finale sono piazzati, le banche e industriali come alleati, e la sentenza Fiat, è un segnale forte. 
La festa è finita, adesso i servi fedeli non si possono più toccare, la stampa deve diventare un organo di propaganda, obiettivo spazzare via la classe media, in modo da avere gente che discute poco. D'altra parte il si dato alla Fiat per operazione oltreoceano, al momento ritenute operazioni epidosiche ed imprenditoriali, avevano un afflato illuminante, il cui conto è diventato formigliesco.
L'obiettivo neanche troppo coperto sono le nostre riserve d'oro (oltre 2450 tonnellate) e metalli preziosi, che nel tempo hanno raggiunto un livello interessante e, potrebbero essere usate per sanare altre posizioni ritenute più strategiche. Germania e Fmi, forse?
Noi, infatti, siamo ritenuti l'anello debole e sacrificabile dell'Europa, dove gli altri paesi continentali scaricheranno i problemi di immigrazione selvaggia che persone più lungimiranti chiamerebbero invasione e che non si ha la forza e la voglia di fermare. Un Pacifici non si nega a nessuno, idiozia pelosa e con la barba.
Intanto in Russia, altro grosso punto operativo, vanno avanti le proteste anti-Putin, simpaticamente democratiche, ma che hanno un senso preciso, visto che i giganti si abbattono solo dall'interno e mai frontalmente. La mossa di protezione della Siria, da sempre possesso russo, non è piaciuta al consesso olimpico, e le contromosse sono partite, anche se vicino a Mosca si ritrova Pechino, vero obiettivo finale.
Berlino che aveva idee di alleanza con Mosca, è stata rimessa sui giusti sentieri, e lo scandalo del Wulff è stato un segnale preciso, come il successore Gauck, non proprio amico della krossa kulona e  liquidatore della Stasi.
Sistemati i propri uomini nei punti ritenuti pericolosi come Italia e Grecia e, prossimamente Romania, Goldman Sachs consolida il proprio disegno avendo in mano Francia e Germania,  dove Sarkò e Merkel hanno capito che il loro divenire scorre su binari già disegnati e, i candidati che potrebbero batterli, o vengono dimezzati come DSK, o sono dell'estrema destra come Marine Le Pen, che i giornali cucineranno a dovere.
Italo Muti

domenica, febbraio 19, 2012

LA PENTOLA BOLLE


La neve ritorna, la nave galleggia, e allora, ci vuole un pò di minestrone.
Gli Dei stanno stringendo file e tempi, riunione di Monti, Kulona e Papademos, per far quadrare tagli con la scura bipenne e finanziamenti, e la classe di adepti Goldman si è riunita in amicizia, come ai vecchi tempi delle riunioni Bilderberg. Eh ma la UE è uno dei perni dell'equilibrio mondiale....per adesso è stato un fallimento epocale che ha peggiorato le nostre condizioni di vita, di fatto distruggendo la classe media, con l'unico scopo di passare il testimone del potere nelle mani delle banche, in silenzio e con nonchalance. Ovviamente per noi italiani la differenza l'hanno fatta il tasso di cambio dell'euro, 1936,27 Lire, e la mancanza di controllo dove, in molti, ci hanno marciato e guadagnato delle belle sommette.
La Germania si scopre debole in materia economica e scarica sugli altrui partner europei le sue paure e i suoi debiti, come se la tenuta del Bund spettasse a noi. La Kulona ha un respiro breve, ovvero non è una statista, ma in questo momento è a capo del paese europeo con più credenzialità e potenza, per cui imperversa, ma la minaccia di un'allargamento della protesta ungherese ai diktat della Bce è forte, per cui sopire e troncare la notizia che impazza solo sul web. Angela, ma su CommerzBank e sulla tua amicizia pericolosa con Josef niente da dire?
Anche il nostro Marietto Monti, quello che si annoia con il posto fisso, come molti disoccupati d'altronde, agisce in silenzio, coperto dal silenzio colpevole della nostra stampa. Il 3 di gennaio ha versato 2,567 Mld di euro nelle casse di Morgan Stanley per estinguere una operazione di derivati finanziari, anche se non è chiara la ragione per cui la banca americana abbia richiesto la “chiusura della posizione”, opzione prevista dopo un certo numero di anni da quasi tutti i contratti sui derivati ma raramente applicata. L'uomo Goldman ha eseguito senza battere ciglio come un servo fedele, senza pensare al fatto che tale cifra è 1/10 della manovra salva Italia.
Manovra salva Italia sempre più fuori tempo, vista la recessione tecnica in cui versiamo e un anno difficile come il 2012 in cui la ripresa sarà una chimera. Adesso Passera and friends si accorgono che bisogna  fare qualcosa per favorire l'economia che versa in uno stato comatoso...è per questo che avete alzato le imposte e le tasse?
E alla fine il dessert milanese: Le imprese di del sindaco in prima linea Pisapiglia.
Non contento di avere zittito gli esuli istriani il 10 febbraio, data per la cui istituzione aveva votato contro insieme a Svendolina, eccolo sfoggiare la statuta di Bolivar nella piazza omonima, quando si dice il timing....Dulcis in fundo,  i libici arrivati sull'onda dell'invasione. Hanno quasi finito la loro permanenza qua e, le anime rosso candore come la vergogna della menzogna, non sanno cosa fare, visto che gli asili concessi sono una minoranza. Non possiamo certo mandarli via, la domanda che percuote il mononeurone asfittico che non riesce a fuggire dalla loro testa, non possono mica tornare nelle prigioni di Tripoli da dove sono stati fatti scappare no? 
Ma si, requisite le case a qualche italiano e donatele a loro, scegliendo con cura tra le abitazioni degli operai di cui non ve ne frega un cazzo. Questa è l'integrazione falce e compasso, l'evoluzione di falce e mastella. Quando i servi fanno carriera, vero Camusso?
Italo Muti

venerdì, febbraio 10, 2012

UNA PATRIA SOGNATA


10 febbraio 2012, prevista neve sull'Italia, chiusura scuole e uffici, ci sono problemi immensi, perchè pensare ai morti delle foibe, che non capirono il paradiso che stava arrivando, un'alba radiosa rosso sangue?
Sono già partiti i distinguo, i ma, i se, gli impegni istituzionali già presi, come se il giorno del ricordo fosse stato imposto nottetempo dai soliti eschimesi che ci hanno invaso pro-tempore, per poi dileguarsi l'undici febbraio.
La pateticità di una Vincenzi o di un De Magistris o di un Pisapia, sono il contorno di un piatto sciapo e senza domani, di un negazionismo bieco e profondamente sbagliato, di un giorno che non è campo di battaglia, ma di silenzioso pianto per chi fu massacrato perchè voleva restare italiano.
Istria, Fiume e Dalmazia, un breve sogno che si interruppe con stragi ed esodo, una voglia di italianità pugnalata alle spalle da chi combatteva a fianco di Tito e dai politici nazionali che la barattarono con l'Alto Adige, un sequenza di fatti che portarono alle foibe, agli stupri, alle torture, al massacro, alla prigionia, ai silenzi vergognosi, alle pensioni pertinianamente regalate ai massacratori, al bacio sulla bara del boia Broz.
A maggio sono stato a Basovizza, ho sostato a lungo sulla sommità della foiba, ho ascoltato le loro voci, il loro pianto, ho sentito il loro abbraccio robusto e struggente, le loro lacrime sono diventate parte del mio io, del mio quotidiano, del mio essere uomo più completo, di una identità più consona al giorno e al loro sacrificio, di un sogno di Patria che non potrà mai prescindere da loro, morti con il tricolore nel cuore.
Oggi è il loro giorno ed io mi asterrò dalle polemiche, che non finiscono sic et simpliciter, ma si pospongono, perchè noi siamo differenti ed oggi dico solo stringendo la bandiera istriana che OGNI VERO ITALIANO E' ANCHE DALMATA E GIULIANO.
Italo Muti

mercoledì, febbraio 01, 2012

INFORMALITA' COMUNICATIVA

Cari naviganti,
memore delle volte che mi sono morsa la lingua per darmi del pirla, per non aver detto quello che sentivo e che non avevo espresso, vien voglia di voltar pagina e di farlo veramente quando serve.
Dovendo affrontare un intervento chirurgico tutto sommato banale, ma che nasconde delle insidie nella casualità delle cose astrali, vorrei ringrazirvi per aver seguito questo blog informale e dal libero pensiero,  per aver interagito con il sottoscritto in questi ultimi anni, partecipando ad una vera esplosione di contatti. Ad oggi i contatti sono arrivati da 62 nazioni, almeno una volta, con picchi in paesi dove non avrei mai immaginato di essere letto con assiduità, tipo Svezia, Malaysia, Brasile, lasciandomi sbigottito per davvero.
Cose belle, cose brutte, disegni azzeccati, altri meno, è stato un bel viaggio comunque, sperando ovviamente di riprenderlo settimana prossima.
In ogni caso è stato bello scorrazzare in questa Agorà, sperando di tornare a legnare insieme a Voi, come prima e più di prima, polemizzando il giusto ma sempre con un certo stile che non deve mai mancare.
Vi lascio con una delle frasi che ho sedimentato nel mio cuore, che esce dal mio io più profondo: ogni vero italiano è anche dalmata e giuliano.
Italo

lunedì, gennaio 23, 2012

IL TAYLORISMO MONTIANO

                                                
Mille e non più mille, invocazione d'altri tempi ma molto rivalutata, visto il ritorno all'età medioevale che si è presentata negli ultimi tempi. Poca gente contava in quei tempi, le stesse proporzioni valgono anche adesso, forse un qualcosina di più, ma quelli che fanno girare i comandi della ruota sono al massimo 16 famiglie, il resto sono solo prestanomi.
Già il loro primo successo è stato quello di farci diventare degli automi, una giornata che si ripete sempre uguale, degli specialisti nella triste consuetudine tayloristica che, con l'apparenza della modernità del progresso, ci ha reso sterili.
Il secondo successo è stato quello di renderci immobili, qualunque cosa facciano od ordiscano, uno sbuffo vagamente indignato e la forchetta, che si è fermata un momento in aria, riprende il suo mulinare negli spaghetti scotti mentre il sugo straborda dalle labbra e, sul video della televisione di cucina, il gioco a premi preserale a volume alto alimenta la nostra pinguedine.
Televisione, immobilismo, modernità poi, inaspettata, seppur in ritardo, passa la notizia dei forconi, della rabbia esplosa in Sicilia, che si spinge in Calabria, che immediatamente viene spacciata per mafiosa, ma che sgorga naturale, senza l'aiuto dei sindacati ufficiali, sempre proni, allineati e degni del grado di servi dell'anno.
Una rabbia ancora minima, ma che il web ha spinto in televisione, rompendo il disegno di santità che ci stavano proponendo riguardo a Marietto Monti, l'uomo che dichiara di non essere servo dei poteri forti e delle banche. E' per motivi ornitologici che Passera è nel governo, il passato non conta più. Caro Monti, forse Schettino è un Suo parente?
Mentre le liberalizzazioni ci faranno crescere il pil del 10% in dieci anni ( 1% all'anno), con motivazioni degne del mago Otelma, consulente pro-tempore del governo, si parla di candidatura di Monti per il post governo Goldman, in lotta con LCDM e Romano Prodi, il liquidatore per conto terzi, come presidente della Repubblica al posto del carrista di Budapest.
A questo punto la rabbia esplosa, come previsto, manca solo di un leader carismatico che coalizzi e veicoli in maniera politica il flusso di borbottii che circola nella penisola, e su cui si sta lavorando, senza passare dagli estremisti del centro, sempre più patetici e insulsi ma convinti di essere degli statisti alla Garrincha. 
Intanto le proteste in Europa continuano, seriamente, come quella ungherese, ai diktat di Marietto Draghi e della Bce, vero assioma del potere bancario che fa nascere l'euro già indebitato, come il dollaro, escluso il Nord Dakota.
Guardando gli azionisti della Bce, non si può che sorridere beffardi a tutte le dichiarazioni di bontà dell'impianto dell'Unione Europea,  gigante costruito sull'argilla con un treno che da Maastricht è partito nel 92 per sostare a Francoforte nel 99 e chiudere a Libona nel 2007, con lo scopo di distruggere la classe media per poter offrire poi agli dei dei portatori d'acqua fedeli che servano per la lotta contro la Cina, ultimo nemico che rimane prima del governo mondiale senza confini e senza stati.
Cina che però non rimane inerte e, nei suoi possedimenti africani non dichiarati, ha fatto vincere i fratelli musulmani, senza chiedere il copyright a Svendolina, per usarli poi come ariete democratico. La sicurezza di poter contare su una quinta colonna già presente in Europa,  coccolata e vezzeggiata dai cazzoni proto-progressisti, rende Pechino sorridente, nonostante la lotta si sia fatta serrata.
Il globalismo, di cui Marietto Monti è un sostenitore come imparato dai gesuiti, è una brutta bestia, e senza lottare, ci renderà schiavi e senza futuro. Sempre meglio morire combattendo da liberi che condurre una lunga vita nel silenzio dei codardi e  dei badogliani.
Italo Muti

lunedì, gennaio 09, 2012

IL TRENO SENZA ROTAIE

Si inizia l’anno senza più le sicurezze di una volta, senza poter dare le colpe a Silvietto per qualsiasi cosa, senza poter dire Sciopero Generale in maniera indiscriminata, anche per lottare contro l’incremento anti-ecologico del brodo di tartarughe.
Una volta uscito di scena il caimano, cosa rimane alla presunta destra? Frattini, Cicchitto, Alfano e Gasparri, manca solo Stikazzi e sono al completo. Impossibile qualsiasi vittoria elettorale, e per questo, SB mantiene una vaga promessa di un suo ritorno, magari da deus ex-machina dietro le quinte. Non si può neanche chiedergli di dire qualcosa morettiano di destra, ideale che non gli appartiene.
Se guardiamo alla parte sinistra, l’apparenza di essere vincenti è illusoria, visto che chi comanda ha scelto e imposto il massone Monti, appartenente al carro illuminato da tempo immemore, sotto l’aplomb di vecchio saggio tecnico.
L’arroganza e la saccenza, naturali in chi sente, immeritatamente, superiore, si uniscono in maniera adamantina e perpetua nell’empireo del nulla assoluto che contraddistinguono da sempre i rossi dal nome mutevole, ma dalla voracità compulsiva, sia che si tratti di bambini o di istituti bancari.
In queste condizioni il II governo Goldman ha delle praterie infinite davanti, giusto per torchiare gli italiani del ceto medio-basso, almeno fino a quando una miccia non faccia saltare lo status quo, portando la rabbia sui giornali e nelle notizie non più censurabili.
Spariti o resi inutili i partiti, rimane la tecnocrazia delle lobby che non si muove mai se non con uno scopo mercantile e/o di potere, ovviamente decisi dal livello superiore, per poi tornare a far viaggiare politicanti improvvisati ma convinti di essere il nuovo che mancava da tempo immemore.
Il treno dei servi ben pagati sarà pronto per il dopo, se ci sarà un dopo, con LCDM ed il suo eloquio inconcludente, tante promesse scandite con un sorriso falso come una birra analcolica e qualche residuato politico di scorta. Per la nazione che fu un sole per molti secoli, un destino amaro ed inevitabile, a meno che non ci si ribelli, mandando a quel paese la Germania, il suo debito e le sue banche. Questo salvataggio non ci obbliga il medico a farlo, forse dobbiamo avvertire Vampy Monti, prima che svaligi la Banca d’Italia.
Il fulcro delle operazioni sarà da qui a metà febbraio, quando la cultura della percezione arriverà ai suoi picchi estremi e i servi, non sapranno di essere in scena se non a giochi avvenuti, altrimenti non li avrebbero scelti.
Le pressioni sul mercato finanziario saranno forti, come le susseguenti reazioni valutarie, come in una marina inglese tempestosa di fine ottocento, con approdo finale contemplato.
Qualcuno potrebbe osservare come non abbia scritto nulla del terzo polo, e avrebbe ragione, ma non ho tempo da perdere per un infame badogliano, un palazzinaro acquisito e un ex-tutto alla ricerca di un autore. Sono sufficienti queste poche righe, aggiungere altro sarebbe un insulto alla logica.
Illuminare l’illuminabile sarà il gioco ad incastro del 2012, Maya permettendo, ovviamente.

Italo Muti