venerdì, novembre 13, 2009

QUO VADIS DOMINE?







Siamo sempre lì, sulla stessa domanda. Sul ciglio del burrone, perché pensare all’esegesi della poetica leopardiana o se l’Inter del mago Herrera era superiore al Milan di Sacchi?
Perché gli europei occidentali sono così tentati dal fare in maniera imperterrita ed inequivocabile autogol in maniera continuativa?

Lo spunto è nato dal corsivo del direttore del Giornale quando ha citato Comunardo Niccolai, il re delle autoreti fra la fine degli anni 60 e l’inizio del decennio terribile, 1970.

Due cose così contrastanti, l’epopea del Cagliari di Gigi Riva, Domenghini, Cera, Alberatosi, Gori e la leggenda dell’impalatore della propria squadra, il Niccolai medesimo. La poesia e l’amarezza dello sbaglio involontario, del “Dio mio cosa ho fatto…”, dell’impossibilità del tornare indietro. Poi chissà quale divinità ha guidato i passi dei burocrati europei sul terreno minato del rifiuto della tradizione, del rigetto per una parte del cemento della storia europea.

Via il Crocefisso dalle scuole ha sentenziato la Corte Europea per i diritti dell’uomo, lede i principi di libertà di educazione dei genitori e la libertà di religione degli alunni.

Ma la Corte Europea dei diritti dell’uomo, non si dovrebbe occupare di cose ben più gravi e pregne di significato? L’aver richiesto tale pronunciamento e la struttura della sentenza stessa, assomigliano tanto ai discorsi che si tenevano nel Senato di Roma ai tempi della seconda guerra punica: “mentre a Roma parlano, Sagunto cade”.

In pratica ci diamo delle coltellate da soli, senza che ciò sia richiesto. I musulmani non lo chiedono ma ci guardano in silenzio. E ridono, ridono beatamente perché sanno di aver vinto. Siamo troppo deboli per capire, troppo vigliacchi per reagire, per dare un minimo segno di vita, di amor proprio.

Quando il primo partito islamico si presenterà alle elezioni e prenderà una valanga di voti, cosa diremo alle nostre donne, comprati il velo, per il burqa aspetta i saldi?

Perché se il primo passo è cedere nelle nostre fondamenta ideologiche, quanto tempo passerà perché la sharia diventi legge? E’ solo una questione di tempo e di opportunità che, naturalmente, daremo noi. Gratis.

Immigrazione clandestina, ricongiungimenti, alta natalità, rifiuto dei diritti elementari, giustizia ancestrale, voto agli immigrati, presa del potere. Questi sono alcuni punti che mi sono venuti mente, così, per ragionarci sopra, per capire quanto la nostra fine, come civiltà, sia vicina. A corredo di ciò mettiamo anche la miopia assoluta della classe politica e della magistratura, che lasciano la gente normale, coloro che vivono di stipendio e fanno la spesa al supermercato, da sola, accompagnati dalla paura e dall’incertezza del futuro.

E pensare che il Crocefisso è lì che ti guarda in silenzio, senza protervia, che emana solo un senso di fratellanza ma in punta di piedi, senza clamore, senza andare in televisione, senza scrivere in blog politici.
Di questo passo dai libri di storia toglieranno la battaglia di Poiters e quella di Lepanto, prima di abolire il Natale. Ah dimenticavo, in alcune scuole elementari hanno già tolto la parola Gesù dalle canzoncine natalizie, potrebbe offendere.
L’offesa è solo nella stupidità delle azioni descritte, in tutta la sua cruda entità.

Cominciamo a vederla?

Italo Muti

54 Comments:

Blogger Tani said...

Questo commento è stato eliminato dall'autore.

4:04 AM  
Blogger Tani said...

Questo commento è stato eliminato dall'autore.

4:05 AM  
Blogger Tani said...

Parte 1

"Poi chissà quale divinità ha guidato i passi dei burocrati europei sul terreno minato del rifiuto della tradizione, del rigetto per una parte del cemento della storia europea."

Il Profetta in persona...

"Siamo troppo deboli per capire, troppo vigliacchi per reagire, per dare un minimo segno di vita, di amor proprio..."

Più che deboli, siamo troppo stupidi e pigri per pensare.

Siamo noi, quattro gatti, seguaci della strega Fallaci troppo fissati e islamophobici, o c'è qualche cosa di vero in quello che molti pensano, ma pochi hanno il coraggio (o la voglia) di dire e scrivere?

Vediamo un po'. E cito anche le fonti, cosi per la precisione.

1-Europa non fa più figli e il mondo islamico in espansione.

-La "fertility rate" in Europa si gira tra 1.247 della Moldova al 2.103 dell'Islanda (Italia a 1.3). Quella del Medio Oriente e Nord Africa variano dal 2.1 della Turchia a 7 dello Yemen, con una media nei paesi più popolati di 3.5-4.
-In Israele una donna mussulmana partoriva una media di 4 figli (dati del 2005), una donna ebrea 2.7, mentre una donna cristiana 2.2 figli.
-In Francia e Germania la fertilità delle donne appartenenti alla religione islamica è quasi il doppio di quelle delle donne appartenenti ad altre etnie (Abdel R. Omran and Farzaneh Roudi, "The Middle East Population Puzzle").
-In India la fertilità rate è di 4.4 donne mussulmane, 3.3 donne Hindu("A pampered minority?" Namita Bhandare, Louise Fernandes and Minu Jain)
-In Belgio, per 1.7 figli di una coppia belga ci sono 3.7 figli di una coppia marocchina (Guy Tegenbos: "Gezinnen kroostrijkst bij Marokkanen en Israëlieten")
- Vedendo il TFR (Total Fertility Rate) chart delle Nazioni Unite, si nota un continuo incremento delle nascite in paesi europei che sono oggetto di flussi di immigrati dal 95 ad oggi (dati delle Nazioni Unite).
Che le donne europee cominciano a cambiare abitudini adesso, sopratutto con la "sicurezza economica" e "il futuro brillante" davvanti loro??? O che sia dovuto ai nuovi immigrati? E quali immigrati?
Quelli provenienti dall'Europa, hanno le stesse abitudini sociali, ergo, stessa tendenza di partorire come nei paesi d'origine. Quelli provenienti dalla Cina hanno una fertilità ancora più bassa di quella Europea (lo stesso trend anche qui in Canada, 1 o 2 figli max).
Quale categoria di immigrati rimane nel dare il suo contributo al vecchio continente?

5:05 AM  
Blogger Tani said...

2-La situazione economico-sociale dell'Europa. Un'idea nobile e civile come il "welfare system" che esiste in molti paesi occidentali, rischia di essere la pietra al collo.

Con la spesa pubblica che cresce in modo esponenziale, e le generazioni future che dovranno sostenere questa spesa e che non escono più dalla catena di montaggio, come si arrangerà l'Occidente?

3- Strutture sociali e valori differenti.

Che cosa è l'Occidente oggi? Gente vecchia, pigra, senza ideali (quelli veri), senza valori (quelli veri), senza religione, che non si moltiplica. Dove porta questa miscela?
Cos'è il mondo islamico oggi? Giovani, pieni di ambizioni, rancore e oddio (molto di quello giustificato), e con un collante forte che li tiene insieme: la religione.

Le scene di preghiera di massa che si vedono in giro per le strade dell'Europa e Nord America, ci dicono che la maggior parte sono giovani. Se aggiungiamo a questo il fato che la popolazione mussulmana e composta di quasi 40% under 15, e da circa il 60 under 25, a che conclusione arriviamo?

4-L' Europa è divisa. Ci sono quelli che odiano gli americani ed ebrei (e di conseguenza, il nemico del mio nemico e mio amico). Quelli "alla Neville Chamberlain" (Checoslovachia è un paese lontano), e quelli che vogliono ma non possono. Chi prevarrà?
Il mondo islamico è diviso. Tra gli islamici integralisti, quelli che "dormono" e aspettano come andrà a finire per poi schierarsi, e una minoranza attiva di musulmani moderati che si oppongono all'Islamisazione della società e dello stato. Mentre i seguaci dei nuovi califfi crescono ogni minuto, gli ultimi diminuiscono. Con questi rapporti di forza, qualche dubbio su chi avrà la meglio?

Tutto qui sopra ci spinge a pensare che in un futuro i numeri saranno dalla parte della gente di religione islamica.


A voi le conclusioni sul tipo della società che si vedrà in Europa.
Probabilmente noi non ci saremo e non vedremo lo scempio, ma andremo via con il peso che oltre ad un Pianeta di merda, lasceremo ai nostri nipoti anche una società di merda.

5:06 AM  
Blogger Italo Muti said...

@Tani
vedo che hai ben presente il problema e il modo di conquista dell'Occidente, non le armi ma il ventre. Da qualche anno hanno messo di mezzo anche le armi. Facciamo pesare il nostro punto di vista che potrebbe essere condiviso se pubblicizzato. Abbiamo contro un fattore importante, il tempo, oltre l'ignavia.
Più che il Profeta è la pura del Profeta e dei suoi figli.Il blocco unico con la religione li spinge moltissimo, la risposta non è il laicismo.
Che Bernardo da Chiaravalle ci guidi in questo percorso periglioso.
Italo

1:29 PM  
Blogger eltopo1971 said...

Italo Muti

bello il laicismo, se non fosse che purtroppo non è una barriera, ma una breccia, uno spazio rimasto indifeso, un territorio rimasto sguarnito alla mercè di chi vuole occuparlo..

io vorrei pensare che siamo noi a tirarli dalla nostra parte e che quelli che vengono qua iniziano a gustare la nostra libertà di pensiero e di vivere..
e probabilmente molti lo fanno, solo che poi bastano 4 fissati a reindirizzarne centomila sulla retta via..

4:11 PM  
Blogger Italo Muti said...

@eltopo1971
in teoria il laicismo potrebbe essere un plusvalore, in questo contesto è una debolezza. Aggiungerei purtroppo.
Una volta vissuta la nostr alibertà, è difficile tornare ad un sistema di vita lontano nei tempi. Il loro tentativo, sotto gli occhi di tutti è di importare da noi i loro sistemi di vita. Non fare barriera, non rispondere fisicamente e culturalmente vuol dire trovarsi con barba e moglie con il velo fra 15-20 anni, oppure le banlieus come antipasto.
Italo

5:04 PM  
Blogger jeremy said...

Italo, ineccepibile la tua posizione. Noi non vedremo le conseguenze dei danni che adesso provochiamo, ma moriremo da colpevoli. Il nichilismo diffuso ci distruggerà. Ha ragione eltopo: il laicismo è una cosa fantastica, ma solo una meravigliosa esecuzione alla Niccolai.

11:19 AM  
Blogger Italo Muti said...

@Jeremy
Ciao Jeremy,

io la vorrei cambiare questa situazione o, almeno, provarci. Non voglio morire colpevole, non mi appartiene. Vorrei ricordare Teseo Tesei, inventore del Siluro a Lenta Corsa, detto maiale, e le sue parole: "Occorre che tutto il mondo sappia che ci sono italiani i quali si recano a Malta nel modo più temerario. Se affonderemo qualche nave oppure no, non ha importanza, quel che importa è che noi si sia capaci di saltare in aria con il nostro apparecchio sotto gli occhi del nemico. Avremo così indicato ai nostri figli e alle future generazioni a prezzo di quali sacrifici si serva il proprio ideale e per quali vie si pervenga al successo”

Tesei morirà a Malta nel tentativo di forzare il porto il 26luglio 1941 spolettando a zero e morendo scientemente insieme al fido secondo Alcide Pedretti.
Italo

12:23 PM  
Blogger jeremy said...

Italo, usavo un Noi allargato. Se lo restringiamo, le cose cambian radicalmente.

3:58 PM  
Blogger jeremy said...

Italo, secondo te la storia verrà mai letta come fonte di insegnamento e non solo come propaganda?

4:01 PM  
Blogger paperogha said...

per me il laicismo, o laicità fate voi deve significare : no al crocifisso imposto come no al burqa o alla menorah.
Vuoi indossare il crocifisso? Sei liberissimo di farlo, pensi che il burqa sia comodo, fatti tuoi( ma non certo in classe, dove insegnante e compagni devono poterti vedere in faccia).
Sono assolutamente d'accordo nel lottare contro qualsiasi estremismo, ma non vorrei che si finisse col crearne uno nuovo.
Intanto, sono contento di leggere che l'imam dell'università del Cairo vuole vietare il niqab, Un piccolo passo verso una concezioe più moderna? Un semplice atto contro la fazione rivale. Si vedrà. Per ora mi tengo la mia sensazione positiva

4:08 PM  
Blogger Tani said...

@peperogha: d'accordo con te sul non creare un nuovo estremismo, a patto di decidere prima cosa significa.

Se cercare di denunciare la metastasi integralista che silenziosamente si sta impadronendo del nostro mondo e smascherare il buonismo politically correct che lo circonda, significa essere estremisti, allora i primi estremisti sono quelli che il mondo mussulmano lo conoscono meglio di noi, ossia quei mussulmani d'occidente (http://www.muslimcanadiancongress.org) che coraggiosamente denunciano quotidianamente la deriva pericolosissima che il mondo sta prendendo.

La battaglia di fondo non sara contro chi si riempie di tritolo e ci fa saltare per aria. Sara portare dalla nostra parte i mussulmani che vivendo in occidente si godono la liberta e i successi della nostra società (che seppur non perfette e con mille difetti sono sempre anni luce più avanti umanamente dalla visione che i nuovi califfi hanno del mondo), ma che hanno scelto di rimanere nel limbo della non integrazione. E sono quelli che in un futuro non molto lontano saranno i concittadini (con diritto di voto) dei nostri figli e nipoti.

E' questa la battaglia che gente come il pakistano-canadese Tarek Fatah sta combattendo da anni nel silenzio quasi totale del nostro mondo politically correct.

8:27 PM  
Blogger Italo Muti said...

@Jeremy
Noi, noi è adesso. Facciamo dei piccoli grandi passi, rendiamoci conto che fare qualcosa ora impedirà alluvioni domani. Facciamolo sapere. Porta altra agente qui, la discussione porta argoment che, se giusti, portano delle reazioni e dei comportamenti.
La Storia è sempre magister, sono solo gli interessi degli uomini a piegarla ai lori voleri, o meglio, ai loro interessi. Ma l'inganno è sempre breve e scade nel comico.
Pensa la muro di Berlino, dopo noi abbiamo avuti tre partiti comunisti invece di zero. un bel parodosso e una cagata mentale cosmica. Segui gli interessi e scoprirai perchè.
Sapendo poi che la caduta del muro di Berlino e Gorbaciov sono il frutto di un piano ben fatto studiato alla Lubianka, trai te le conclusioni.

Italo

9:19 PM  
Blogger Italo Muti said...

@Paperogha
Sull'Imam del Cairo, sono d'accordo con te, è un primo passo. Sul Crocifisso ho un'idea differente, lo vedo come un simbolo fondante del nostro mondo, dell'Europa, non come simbolo religioso. Per me è anche quello, ma in questo momento è secondario. Se ci fosse reciprocità, tu avresti ragione, ma non è così. Il bello è che noi stessi eliminiamo le barriere difensive senza chieder niente in cambio. Come se a Lepanto la flotta cristiana avesse combattutto senza remi. ALi Pascià avrebbe detto solo Grazie e poi, ma tu guarda che pirla.

@Tani
Ti quoto in tutto, però il mio fucile è accanto al mio letto. It' s better.
Mandami qualcosa su Tarek Fath che lo pubblico.
Ci mettiamo d'accordo.

Italo

9:40 PM  
Blogger jeremy said...

Italo, come credo tu sappia l'indifferenza collettiva è grande. E dove c'è indifferenza c'è estremismo latente, da un lato e dall'altro. E' un clima questo in cui facilmente potrebbe emergere chi usa la violenza come arma primaria. Io faccio i miei piccoli passi, discutendo quando posso e esprimendo le mie idee sempre. Ma c'è un mondo sordo che non vuole guai. Anche tra i musulmani. Mala tempora currunt.

10:07 PM  
Blogger Italo Muti said...

@Jeremy
Il problema è il connubio fra indifferenza e ignoranza, sempre più frequente, purtroppo.
Però fare piccoli passi di consapevolezza è una buona cosa, ti rendono più forte.
Ho letto delle tue risposte sul muro di indiscreto. La tua onestà intellettuale ha potuto sorprendere alcune degli astanti, non il sottoscritto. La tua dirittura morale viene fuori subito, non capirlo è un'ammissione di poca intelligenza.
Non vorrei offenderti.
Italo

10:23 PM  
Blogger jeremy said...

Italo, un mio amico che vive a Parigi mi ha raccontato dei festeggiamenti algerini di ieri sera. Ore e ore di caroselli con migliaia di persone. Chiusa: Parigi, banlieu di Algeri. Questo non è certo il modello di integrazione che dobbiamo anelare in Italia, mi sembra ovvio.

10:19 AM  
Blogger Italo Muti said...

@Jeremy
In tutta franchezza in non anelo nessun tipo di integrazione, visto che me la vogliono imporre a colpi di buonismo del cazzo. L'integrazione vera la applicano in pochi, il retso restaerà ai margini e sarà manovalanza per qualsiasi tipo di violenza.
Italo

5:56 PM  
Blogger eltopo1971 said...

jeremy

ha ragione lui, se non s'è capito qua siamo noi che ci stiamo integrando..

cioè, gli altri hanno un'esigenza et voilà, eccola risolta pronta cassa..

ti da fastidio il crocifisso?
no problem, via dal muro..

ti sembra integrazione? se sì, chi ti sembra si stia adattando a chi?..

7:28 PM  
Blogger jeremy said...

Italo, non possiamo cacciarli (non ne siamo capaci) ma farli stare con due piedi in una scarpa mi sembra un obbligo verso noi stessi e i nostri figli. E se l'integrazione è quella della banlieu di Algeri, francamente non posso che dare ragione in toto ad eltopo: siamo noi che ci stiamo integrando a loro ed è pura follia.

7:55 PM  
Blogger Tani said...

jeremy-eltopo-Italo:

la non-integrazione e' una scelta ponderata che moltiplicata con la nostra miopia.........

9:28 PM  
Blogger Italo Muti said...

@Eltopo1971
Integrarsi vuol dire adattarsi e capire la società che ti circonda, in questo caso una terra straniera.
Non vorrei che fra 15 anni la terra straniera si atale per noi, ricolmi di burqa, minareti e moschee. E le chiese? Non si potranno più costruire.
@Jeremy
Il tempo delle sole parole è finito, agire è la sola cosa che bisogna fare. Fai girare questo blog fra la gente che conosci, più gente discute e prende coscienza del problema e meglio sarà. oppure agisci tu in prima persona, fai opinione.
Ai tanks ci penso io.
Italo

9:33 PM  
Blogger Italo Muti said...

@Tani
Sicuramente ministro dell'integrazione. Preferisci Milano o Roma per la tua sede?
Italo

9:34 PM  
Blogger eltopo1971 said...

Italo


io non capisco la smania dei nostri governanti di calarsi le braghe di fronte ad ogni esigenza altrui e di vantarsene.. a chi giova? e in che maniera gioverebbe?..

è chiaro che l'eccessiva disponibilità viene in realtà percepita come debolezza da chi ne usufruisce..

10:09 PM  
Blogger Italo Muti said...

@Eltopo1971

L'eccessiva disponbilità si tramuta in coglionaggine e l'essere veramente fermi nelle decisioni, non è stato mai il nostro forte. Purtroppo. Diciamo che siamo sempre quello dell'otto settembre.
Italo

11:55 PM  
Blogger Tani said...

Italo, la politica non fa per me, ma un paio di idee gli avrei...

2:47 AM  
Blogger Italo Muti said...

@Tani
Le tue idee sono sempre benvenute, sono certo che saranno interessanti.
Italo

1:32 PM  
Blogger anjo said...

Italo, concordo al 99% col tuo post, ma non vorrei che il sottinteso fosse "mettiamoci nelle mani dei preti", ecco quello preferirei evitarlo (pur restando ben conscio che il Vaticano ha una conoscenza approfonditissima della geopolitica mondiale ed una lungimiranza che ben pochi stati (anzi nessuno) possono vantare).

Jeremy, tu parli sempre d'integrazione ma fino ad ora i vari modelli propinati han sempre fallito: il modello francese "non conta un cazzo da dove vieni, religione etc, TU sei PRIMA di tutto FRANCESE" ha portato alle rivolte delle banlieu, il modello inglese "Vivete nei vostri quartieri, fate un po' come vi pare (leggi tribali incluse)" ha portato agli attentati (ed anhce ad alcune sommosse tipo bradford etc)

6:00 PM  
Blogger Italo Muti said...

@Anjo
mai detto questo, neanche pensato, se proprio vogliamo precisare.
Loro sanno che siamo deboli e che alla fine abbassiamo la guardia.
Italo

7:18 PM  
Blogger jeremy said...

Anjo, lo so. Sono modelli imperfetti, tutti. Ma oltre c'è la guerra di civiltà.

7:49 PM  
Blogger Italo Muti said...

@Jeremy
LA guerra c'è ogni giorno, ogni momento. Finchè arretreremo e chiederemo sempre scusa per la nostra storia, non ci sarà partita.
Italo

8:22 PM  
Blogger anjo said...

@ Italo
ah, ok, volevo solo precisazioni al riguardo.

8:24 PM  
Blogger paperogha said...

io onestamente non penso che la sentenza della corte europea sia una vittoria dell'islamismo estremista.
chi ha scritto quella sentenza di certo domani non consentirà l'obbligo di indossare il burqa a scuola.
Se ci dovesse essere una proposta del genere, sarò il primo a scendere in piazza ad urlare il mio no.

Sul tema della reciprocità, credo che invocarla per qualsiasi aspetto della vita di un cittadino straniero, sia un po' come farsi imporre il modello di società dall'estero. Mi spoego meglio: se in Arabia Saudita non si possono costruire chiese, mi batterò al massimo delle mie forze per far si che cio possa accadere, ma questo non mi impedirà di permettere ai sauditi di pregare in una moschea in Italia, perchè significherebbe che adotto lo stesso principio contro cui sto lottando e ritengo errato, facendomi "imporre" il modo di affrontare la questione da un modello estero.
Senza tener conto del fatto che dovrei comportarmi in maniera diversa con i turchi, ad esempio, e la cosa diventerebbe un po' ingestibile.

Sull'integrazione a tutti i costi (cioè rendere italiani gli stranieri) sono completamente in disaccordo. Io voglio che gli stranieri siano trattati esattamente come gli italiani e cioè che rispettino le leggi di questo paese, altro non mi sento di chiedere ad uno straniero. Sul diritto di voto, sono parzialmente d'accordo con la posizione del "compagno " Fini (anche se 5 anni mi sembrano pochi) pensando al uno dei principi che sta alla base della nascita di una delle più importanti democrazie della storia
e cioè "no taxation without representetion" (anche se so già che Italo mi dirà che non era certo un motto solo etico ma che dietro ci stavano mere questioni d'argent :-) ).

Infine , sul tema integrazione, segnalo un interessante articolo di Carlo Panella che si chiede se gli stranieri ci tengano così tanto alla cittadinanza

http://www.carlopanella.it/web/dett-edi.asp?ID=772

9:35 PM  
Blogger Italo Muti said...

@Paperogha
Ciao, il tuo post andrebbe pure bene se non fossimo in guerra. Non dichiarata ma di fatto. Un donna occidentale in Arabia non può andare in shorts o altre cose tipicamente nostre. Perchè allora qui possono fare quello che vogliono?
Siamo du eciviltà che cozzano, la nostra ha cambiato i propri costumi, alle volte anche troppo, la loro è rimasta, con la sharia che vorrebbero esportare, a 5000 anni orsono. E' fatale che ci sia lo socntro. Questo a prescindere dalle voglie di conquistare il mondo.
Italo

9:51 PM  
Blogger Italo Muti said...

@Paperogha
Sul compagno Fini, di questo passo sputerà sui fratelli Mattei. E' un tatico come D'Alema, quando decide da solo compie degli sbagli terrificanti, come l'alleanza con Segni sotto il segno dell'elefantino alle elezioni europee del...non mi ricordo l'anno

9:54 PM  
Blogger jeremy said...

Italo, ormai io lo chiamo Spartacus...si ribella pure, lo schiavo.

10:37 PM  
Blogger Italo Muti said...

@Jeremy
e pensare che era il figlioccio di Almirante e da cui ha imparato l'arte dell'oratoria.
Sai che Almirante e Borghese si sono scontrati durante le RSI perchè Almirante, capo di gabinetto di Mezzasoma, faceva da ostacolo alla propoganda della Decima Mas e allora, giunti fino a Salò, i marò stufi si portarono via Pasca Piredda, segretaria e la arruolarono nel loro reparto.
Italo

11:44 PM  
Blogger Roberto Gotta said...

Parole santissime, Italo. Aggettivo non casuale, ovviamente.

10:31 AM  
Blogger Italo Muti said...

@RobertoGotta
Anche tu qui? E' un vero onore e un piacere che il mitico Roberto Gottatu sia venuto chez moi.
Cosa vuoi che ti dica, riesco ancora a vedere il re nudo. Sembra che gli argomentati trattati qua piacciano.
Ti aspetto ancora, molto volentieri.
Italo

12:04 PM  
Blogger paperogha said...

Italo, io non credo che siamo in guerra, ma oenso sicuramente che la sharia se la tenessero a casa loro.
E' vero che in Arabia Sauditale donne non possono portare gli shorts, ma in Tunisia, Algeria, Egitto o Turchia mi pare di si.
E allora mi chiedo contro chi siamo in guerra? Contro tutto il mondo islamico? Una sola parte di esso.

Tu sostieni che la strategia è quella di conquistarci in maniera "democratica" e cioè diventando maggioranza attraverso il loro alto tasso di natalità.
In Francia, paese a noi simile ma d'immigrazione molto più antica, nel '99 gli immigrati di seconda generazione sembrerebbero essere lo stesso numero di quelli di prima (http://www.neodemos.it/index.php?file=onenews&form_id_notizia=294 ) e in Italia (www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20071002_00/testointegrale20071002.pdf) il tasso di crescita della popolazione straniera sembrerebbe essere costante negli anni e non in linea con una conquista demografica del paese.

Mi chiedo poi, se una strategia di tal genere sia gestibile da chicchessia. Nel senso che i figli di immigrati musulmani nati in Italia saranno più italiani o più musulmani? E poi mi chiedo: la totalità dei musulmani che arrivano in Italia, preferiranno la shaaria o il nostro modo di vivere? La ricerca di un identità musulmana che sia riconosciuta all'interno del nostro paese, non potrebbe anche essere legata al fatto che in realtà gli immigrati in buona parte non vedono l'ora di tornarsene a casa loro?

Concludendo la lenzuolata (perdonate la prolissità), non penso che i sauditi (o chiunque sia alla testa del presunto tentativo di colonizzarci) possano controllare i movimenti migratori per conquistare un'egemonia sull'Europa, cadranno sicuramente nella sindrome di Frankenstein spesso accusata dagli Usa: le creature da loro partorite rischiano di rivelarsi dei nemici pericolosi piuttosto che degli alleati docili

9:30 PM  
Blogger Italo Muti said...

@Paperogha
Non ti preoccupare per la lunghezza, vuol dire che avevi un pò di cose da dire.
Tra il mondo occidentale e quello islamico c'è contrasto per molte cose, la più profonda è che noi abbiamo il laicismo dello stato, possiamo discutere la percentuale del suo radicamento, loro hanno comunque un impianto religioso.
Quando arrivno qua apprezzano la libertà e le debolezze del nostro sistema, alcool, donne, omosessualità, ma di fondo lo odiano. E' vero che una parte delle loro seconde leve, cresce da noi e cambia il modo di essere, ma è un fatto che gli attentatori di Londra erano inseriti bene nel sistema inglese, avevano anche cultura, ma hanno compiuto comunque l'attentato. Devi contare anche due fattori, i clandestini e i ricongiungimenti che, al momento non consideriamo. Quindi, barriera ferma con i clandestini e polso e ragionevolezza con i secondi. Della serie teniamo Fini lontano da tutto questo.
La conquista non è subitanea ma avviene dentro la società, i numeri cambiano e noi ci convinciamo che, il burqa non è un problema, le scuole coraniche sono un diritto, il voto lo debbono avere e, alla fine, che un partito islamico non è la fine del mondo.
Ci vorrà del tempo, ma alla fine potrebbe essere così la situazione. Rompere subito questa catena, decidere in maniera prospettica, guardare oltre ai 10 anni prima di fare mosse avventate.
Tu ragioni come se davanti avessi della gente che ha una linea di pensiero e di valori contigua alla nostra, ma non è così.
In più noi allentiamo le nostre difese, prendi il caso Pollari. Innocente tutta la vita. aveva chiesto il superamento del segreto di stato ma non lo hano fatto, indovina perchè. E se il caso Abu Omar fosse stata una esfiltrazione di un agente?
Italo

11:23 PM  
Blogger Tani said...

@paperogha, se posso ti porto un po' di esempi da un paese che in materia di immigrati e anni luce avanti dal resto del Mondo, il Canada, dove le opportunita sono aperte a tutti in modo assoluto. Se sei bravo puoi arrivare dove vuoi, indipendentemente dal colore, l'accento o la cittadinanza. Percio non esiste il pericolo "banlieues".

Eppure esiste una "guerra" ideologica forte su come sara il futuro. Quelli più spaventati dalla deriva che sta prendendo l'integralismo islamico, sono i mussulmani moderati, che conoscono non solo che significa la società che i nuovi califfi vogliono imporre, ma anche le loro strategie.

A Toronto, ci sono chiese di tutti i colori, moschee, sinagoghe, tempi buddisti e cinema porno. Ma gli unici, dico gli unici che hanno cercato di introdurre una legge diversa da quella dello stato canadese sono stati i mussulmani con la richiesta di avere la shariah.

I cinesi di seconda generazione sono canadesi 100% nello stile di vita. Gli indiani idem. Molti dei mussulmani no. Due anni fa hanno arrestato un gruppo di 18 giovani (nati in Canada) tutti frequentatori di mosche, che preparavano attentati in Downtown Toronto.

Cittadinanza:

In Canada lo danno dopo tre anni.
Non e' una questione di 3/5/10 o 15 anni. Se uno emigra in un altro paese con la voglia di essere parte integrale della nuova società (il che non vuol dire ripudiare le sue origini, ma accettare in modo convinto le leggi dello stato ospite) la cittadinanza lo si deve dare appena il soggetto dimostra di conoscere la lingua, la storia e la cultura del paese che lo ospita. E' una questione di uguaglianza, rispetto e civiltà.
Se, pero, lo straniero alimenta quotidianamente odio e disprezzo per la cultura e la società che lo ospita, non sara degno di diventare cittadino nemmeno dopo 2000 anni.

7:13 AM  
Blogger Italo Muti said...

@Tani
Hi boss,
vogliamo parlare dell'immigrato negli USA che, quando vede l'American Flag, porta la mano al acuore e si commuove perchè sa che, in quel simbolo, c'è tutto quello che cerchi.
Se lo detesti, torna nel tuo deserto, sia geografico che morale.
Questo per essere buoni.
Ovviamente, ciò vale anche per la bandiera canadese o quella italiana.
Italo

11:20 AM  
Blogger paperogha said...

Tani, permettimi una battuta: in Italia neppure gli italiani conoscono bene la loro storia :-)

Si Italo, sono convinto che le scuole coraniche siano un diritto, ma che debbano essere controllate, che come esiste un reato di apologia del fascismo, debba esistere un reato di apologia del terrorismo e se sgarri te ne vai via per direttissima.

Chi apprezza e aderisce in parte al nostro modo di vivere ma in realtà ci disprezza, credo abbia un grosso problema. Poi cosa fa introduce la shaaria e si fa fustigare sulla pubblica piazza per aver bevuto una birra? Voi non pensate che questa tipologia di persone siano quelle che non vedono l'ora di tornare al loro paese piuttosto che rimanere in un posto che in fondo odiano?

La questione degli attentatori di Londra è in effetti molto inquietante. Non ho letto molto di quel caso, ma in effetti sarebbe decisamente importante capire se si tratta di casi isolati o di una malattia pronta ad esplodere. Se siamo di fronte ad una strategia di conquista o davanti ad un fenomeno stile terrorismo italiano anni '70, che ha fatto enormi danni , ma alla fine si è dimostrato velleitario.
Chissà le intelligence europee cosa ne pensano.

Sulla cittadinanza, credo esista già una legge che consente di diventare cittadini italiani dopo 10 anni di residenza. Non mi pare che nessun movimento islamico o musulmano prema perchè questi termini vengano rivisti (almeno non a livello che io riesca a percepire) quindi non riesco a capire perchè si stia scatenando questa questione (detto questo, io sul voto alle amministrative sono favorevole). O meglio, credo di intuirlo nel tatticismo dalemiano adottato da Fini che cerca di presentarsi come il successore di Silvio dalla faccia pulita.
Quelli del Britannia potrebbero entrarci qualcosa nelle svolte finiane, Italo?
Quello che posso dirvi concludendo è : tolleranza massima ma barra ben ferma sui dei bei palettoni che vanno piantati.

11:20 AM  
Blogger Italo Muti said...

@Paperogha
Sul fatto che gli italiani non conoscono la loro storia concord pienamente. L'atro vizio italico è la mancanza di memoria, specilamente nel campo finanziario. Adesso che le banche stanno rimettendo nel sistema le stesse schifezze di prodotti che facevano prima del crack LB, quanto scommettiamo che il risparmiatore medio, dirà ancora di si?
Io non so dirti se le scuole coraniche abbiano il diritto di esistere qua, direi per adesso no. Con un'integrazione più evidente, le potremmo ammettere, ma in italiano.
sulla cittadinanza, direi di si ma a determinate condizioni, esame di italiano e delle tradizioni nostre.
Detto questo, nelle nostre scuole, si continua con le canzoncine di Natale con Gesù nel testo.
Per gli attenatori di Londra, il problema è vedere se vi è un progetto generale in cui immetere questa tessera del puzzle. A livello embrionale direi di si, ma non sono notizie che circolano alle edicole.
Sai non vorrei che anche tu pensassi che io sia un fottuto qualunquista come dice clinter agli altri ma non a me, diretto interessato.
Italo

11:52 AM  
Blogger Italo Muti said...

@Paperogha
Scusami, ho dimenticato di riponderti all'ultima domanda.
Quelli del Britannia, potrei farne anche una rubrica con le gesta antieroiche, hanno dato l'amo a Fini che, non avendo capito che loro sono eterni e lui solo di passaggio, ha abboccato come un luccio. Quando si accorgerà del giuoco sarà tardi. Come quando il Berlusca gli ha detto, Gianfranco se hai un'amante non devi mettrela incinta, mai.
Poteva anche aggiungere, Controlla se non ha materiale audiovisivo vivcino all'incavo delle cosce.
Italo

12:17 PM  
Blogger paperogha said...

Italo, se pensassi che sei un fottuto qualunquista non verrei qui a commentare.
Mi faccio le domande che mi sorgono vedendo i fatti e le cui risposte, come dici tu, non si trovano in edicola.

sulle canzoncine di Natale sono d'accordo con te.

Il risparmiatore italiano, come l'italiano in genere forse, pensa di essere più furbo degli altri. E allora scopre il nuovo prodotto finanziario tramite il quale il direttore di banca gli propone guadagni favolosi e lui abbocca.
Basta cambiare il nome alle cose e farle luccicare un po', non importa cosa ci sia dietro (è forse la storia di mille battaglie simboliche che si sono combattute in Italia e che di sostanziale avevano poco).
Spesso mi chiedo se il risparmiatore palesemente ignorante abbia diritto di tutela. Cioè, se ti propongono rendimenti del 30% e poi perdi metà del capitale hai diritto di lamentarti? Hai tenuto conto del rischi a cui andavi incontro? Quando il direttore di banca ti ha detto che i bond argentini erano sicuri come i bot, perchè non gli hai chiesto come mai i bot non avessero gli stessi rendimenti?
Certo poi ci sono frodi in stile Parmalat e lì anche se sei mediamente informato non ti puoi salvare

9:34 PM  
Blogger Italo Muti said...

@Paperogha
Sui bond Parmalat e Cirio è il tuo consulente che ti deve salvare. tutti sapevamo che era merda e la merda al massimo si può sembrare pestare ma comprare mai.
Ci vorrebbe dell'etica, ma credo che sia un'utopia. Le banche se ne fottono allegramente di fare l'interesse dei loro clienti, solo il loro micragnoso interesse.
Detto ciò, il cliente italiano non è esperto, non ha memoria ed è goloso, estremamente goloso.
Di conseguenza scambia spesso il cioccolato per qualcos'altro dello stesso colore.
Italo

9:52 PM  
Blogger Duccio said...

@Italo Muti
Il problema è legato alla consolidata e cronica carenza italica (più in generale della vecchia europa) delle 2 principali caratteristiche che deve avere un popolo: coerenza ed integrità.come esempi, tra gli altri cito solo le 2 guerre mondiali e la guerra fredda.siamo come una puttana che ogni volta deve scegliere se concedersi al vecchio bavoso profumato di colonia o al morto di fame, con senso di colpa incluso. e pensare che l'esempio socioculturale ce l'abbiamo in casa:mea domus,siena, docet. 2 cose secche in cui credere e a cui dedicarsi (palio e monte dei paschi) e immortalità garantita.chapeau

10:09 PM  
Blogger Italo Muti said...

@Duccio
Benvenuto,
sai com'è, siamo sempre il paese dell'otto settembre, condanna che rimane per secoli. Beh il Monte dei PAschi è intoccabile come fondazione bancaria, anche squadra di basket finchè dura. Una volta c'era anche le cave di giallo siena dove mio padre comprava lastre da rivendere. Mi ricordo ancora i pranzi a Colel Val d'Elsa, bellissimi. Come va la moschea?
Un saluto
Italo

10:25 PM  
Blogger Duccio said...

Per carità, nessuna autopromozione, il mio discorso riguarda la sopravvivenza di una cultura di popolo. il fenomeno delle contrade dovrebbe essere studiato nelle università di sociologia.altro che ronde, kkk et similia. per il resto,in ambito mps rabbrividisco se rifletto solo un attimo sui danni del simpaticissimo mr. de bustis (alias "for you")..a proposito, chiedo un tuo parere spassionato sull'operazione antonveneta.prezzo totalmente incomprensibile e motivazioni dubbie. sembra che solo mps compri banche ultraquotate (vedasi banca 121 di cui sopra). sempre un piacere ridurre a icona il bieco lavoro quotidiano di lobby industriale per leggere i tuoi pezzi. dù

10:39 PM  
Blogger Italo Muti said...

@Duccio
Abn amro ha comprato e rivenduto, mps ha comprato l'Antonveneta. Gli olandesi si sono tenuti i soldi e Mps si è ingrandita. Anche con banca personale, altra perla italiana.
Alla fine sono rimasti i debiti, tanti e una ricapitalizzazione difficile. Diciamo che fra 10 mesi magari Banca Santander potrebbe comprare. Se Mps non fosse una fondazione politica sarebbe già fallita....Ricordiamo tutte le fetecchie tipo For you....
Italo

11:18 PM  
Blogger Dane said...

Qualcuno ha sentito i commenti di Zeman sulla sua esperienza in Turchia?!..... ;-)

12:03 PM  

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